Cinema: arrivano Operazione Vachiria e Revolutionary Road

Accogliamo a braccia aperte Giuseppe Sciascia che entra a far parte del nostro blog, dove parlerà di cinema.

Appena tornato dalla campagna d’Africa, il colonello e aristocratico Claus Schenk von Stauffenberg ritorna in Germania, dopo essere stato gravemente ferito.
Il 20 luglio 1944 assieme a dei complici nell’esercito organizza un attentato segreto chiamato Operazione Valchiria (Operation Walküre), per uccidere il Leader Nazista Adolf Hitler.
Von Stauffenberg assumerà un ruolo centrale nel piano: sarà proprio lui a dover portare avanti il colpo di stato, uccidendo di sua mano il Führer.

La pellicola diretta da Bryan Singer e in cui Tom Cruise interpreta un ufficiale nazista che arriva in sala oggi dopo un periodo affollatissimo considerando Seven Pounds con Will Smith (diretto da Gabriele Muccino) e Yes Man con Jim Carrey, oltre ad un possibile candidato agli Oscar, Il curioso caso di Benjamin Button.

Revolutionary Road

Arriva anche Revolutionary Road, pellicola che rimette assieme Leonardo DiCaprio e Kate Winslet, per un regista (Sam Mendes) che di Oscar si intende. Si parla  di una buona accoglienza da parte di chi ha visto la pellicola, cosa che avrebbe spinto i realizzatori ad anticipare l’uscita e a tentare l’assalto ai premi (e al botteghino, due cose che spesso vanno a braccetto). Che, come evidente dall’elenco di pellicole in arrivo in quel momento, sarà tutt’altro che un’impresa facile.
Anche perché le cose per la United Artists non vanno certo benissimo. Paula Wagner, socia storica di Cruise, ha rinunciato al suo posto di responsabile della rinata (e sfortunata) casa di distribuzione, ufficialmente per essere più coinvolta negli incarichi più naturali per lei, quelli legati alla produzione diretta di film. Nikki Finke non è però molto d’accordo con questa ricostruzione e parla di un licenziamento in forma gentile, causato dalla mancanza di decisione della Wagner. La Finke cita una fonte interna, che sostiene che la Wagner sia stata “un disastro […] e la responsabile principale dei problemi della United Artists”. Comunque sia, non proprio un bel biglietto da visita per una società che voleva ritornare grande, ma che purtroppo si è affidata ad una personalità con poca esperienza in questo campo. Lezione salutare anche per Cruise. Magari, la prossima volta, invece di mettere una fedelissima in una poltrona così prestigiosa, leggerà meglio i curriculum dei candidati…

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