Grande Fratello 11: Lea Veggetti commenta su NewsTv

Cari lettori,

è ricominciato, come saprete, il Grande Fratello e al riguardo mi è stato chiesto di dare la mia personale opinione. Mi appresto a farlo partendo da questa considerazione: l’undicesima edizione è iniziata all’insegna dell’illegalità.
Mi spiego meglio: mi riferisco ai casi Ferdinando Giordano e Giuliano Cimetti, rispettivamente figlio di camorrista il primo e gigolò il secondo.

Nel corso degli anni abbiamo visto ogni sorta di caso umano, uomini diventati donne, gay presunti o effettivi, rom, orfani di ogni genere, addirittura una donna divenuta uomo e amicizie femminile additate come rapporti lesbo. Tutti questi casi hanno attirato l’attenzione e la curiosità del popolo italiano, morbosità comprese. Dal canto mio sono state usate categorie di persone che personalmente considero normali esseri umani che hanno fatto una scelta di vita, ma a quanto pare per la massa sono ancora un fenomeno e una ragione di odience.

Ma fin qui ogni cosa è opinabile. O meglio fino alla passata edizione non è mai arrivato un messaggio preoccupante come contrariamente è successo quest’anno.

Riferendomi a Ferdinando la prima cosa che mi viene da dire, per quanto Ferdinando non sia necessariamente una cattiva persona, è che il suo inserimento nella casa dipende solo ed esclusivamente dalla vita malavitosa del padre. Se ci limitiamo ad osservare solo lui possiamo concludere che poi così interessante non è e lo sarebbe stato ancora meno se figlio di un operaio qualunque. Eppure è costantemente il preferito dal pubblico. Per essere buona voglio pensare che sia grazie alla somiglianza con il tanto amato Alberto Scrivano della nona edizione ma io così buona poi non sono! Mi sento quindi di condannare il primo messaggio fortemente negativo che è passato in questa ultima edizione e mi domando sulla base di cosa sia il ‘nostro’ preferito!

Passiamo al secondo concorrente: Giuliano. Stiamo sfiorando il reato di istigazione alla prostituzione, perché in Italia prostituirsi non è un reato ma farlo fare agli altri lo è. Personalmente questa cosa mi fa arrabbiare, e per ben due motivi: il primo, il più grave, per come si giustifica e si avvalla la scelta di questo uomo; non solo, si continua a ricordarlo come si fa con uno sponsor. Chissà se esiste già una black list di appuntamenti creata da qualcuno di fiducia! Ok, la prostituzione non è un reato ma l’evasione fiscale si!

E secondo per l’uccisione del mito femminile del gigolò classico vedi Richard Gere. Sicuramente più del 90% delle donne non si sognerebbe mai di pagare un uomo per una prestazione ma lasciateci la fantasia almeno… perché modificare l’immaginario femminile? Sognare non ha mai fatto male a nessuno. Purtroppo ci hanno trasformato il sogno in incubo!

di Lea Veggetti

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