Giuseppe Moscati – L’amore che guarisce: questa sera alle 21.20 su RaiUno

Questa sera alle 21.20 RaiUno dedicherà un ciclo di serate dal titolo Storie di un italiano al “re-Mida” della fiction Rai: Beppe Fiorello. Un modo per celebrare i suoi 10 anni di successi in Rai e per riproporre alcuni dei lavori tra i più significativi che l’hanno vista protagonista indiscusso della fiction Rai. Storie di uomini comuni che la vita ha reso eroi, storie di italiani che hanno saputo mostrare, nelle difficoltà, tutto il loro coraggio nell’ affrontare e superare le dure prove riservate dal destino.

Moscati, La vita rubata, Il sorteggio, L’uomo sbagliatò, Il Bambino sull’acquà, Brancaccio, Salvo d’Acquistò e Il Bambino della domenica, sono questi alcuni dei titoli che vedremo in onda su RaiUno per diversi lunedì. Si partirà con la replica del film-tv Giuseppe Moscati-L’amore che guarisce andata in onda per la prima volta nel 2007, ottenendo una media di ben 6.100.000 telespettatori e il 24.10% di share.

La straordinaria vita di Giuseppe Moscati, medico, ricercatore e docente universitario, morto a soli 46 anni e proclamato santo da Papa Giovanni Paolo II nel 1987.

Nato da una famiglia benestante, settimo di nove figli, Giuseppe (Giuseppe Fiorello) mostra fin dalla tenera età uno spiccato interesse per la medicina e, dopo essersi laureato, inizia a lavorare insieme al suo migliore amico Giorgio Piromallo (Ettore Bassi) presso gli Incurabili, il miglior ospedale di Napoli.

Giuseppe, uomo forte e medico appassionato, si adatta con difficoltà alle rigide regole ospedaliere e spesso si scontra con suor Helga (Emanuela Grimalda), la caposala, mentre Giorgio, avendo studiato medicina più per volontà paterna che per vocazione, non ha interesse ad affermarsi come medico e conduce una vita più dissipata. Ma è proprio grazie a lui che Giuseppe incontra l’affascinante Elena Cajafa (Kasia Smutniak), la nobildonna che sarà sul punto di sposare.

Il dottor Moscati ha tutto, una carriera prestigiosa, una donna bellissima al suo fianco, la stima e l’affetto di tutti i suoi concittadini, medici e gente comune, ma la morte di un suo giovane amico e le invidie di Giorgio lo portano a vivere una profonda crisi e a pensare addirittura di lasciare la professione medica.

Il suo amore per il prossimo, però, prevale e gli consente di capire che i malati hanno bisogno di lui e delle sue cure quindi comincia a dedicarsi a tutti coloro che gli ospedali rifiutano, accogliendoli in casa sua, preoccupandosi se non hanno cibo, e istituendo un’artigianale “cassa mutua” perché i più ricchi possano pagare le medicine dei più poveri.

Il suo colpo d’occhio diagnostico fuori del comune e i successi nella ricerca scientifica assicurano al Moscati un posto d’onore fra i medici ricercatori della prima metà del Novecento anche a livello internazionale, ma più di tutto è la sua personalità e l’impegno con cui si è dedicato ai più bisognosi che l’hanno reso il “medico santo”.

[fonte: Raifiction.rai.it]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: