La vita rubata: il film-tv su Graziella Campagna questa sera alle 21.20 su RaiUno.


Questa sera alle 21.20 su RaiUno andrà in onda il secondo appuntamento del ciclo Storie di un italiano, una serie di film-tv e fiction interpretati da Beppe Fiorello. Dopo Giuseppe Moscati-l’amore che guarisce che ha riscosso un ottimi ascolto( 3.800.000 telespettatori e il 19% di share), questa sera potremo rivedere il film La vita rubata che racconta la storia di Graziella Campagna, la ragazza siciliana uccisa dalla mafia a soli diciassette anni.

Il film-tv dopo una serie di polemiche da parte dell’allora Ministro della Giustizia, Mastella fu trasmesso per la prima volta su RaiUno il 10 marzo 2008, ottenne ben 7.600.000 telespettatori per uno share del 28.50%. Anche la riproposizione del 2009 ha avuto un grande seguito di pubblico( oltre 5 milioni), testimoniando il grande interesse da parte del pubblico per la triste vicenda di Graziella Campagna.

Dopo il salto la trama del film.


In questa storia il valore civile di testimonianza si sposa all’intrattenimento, nel raccontare un “giallo” in piena regola.

Graziella Campagna aveva diciassette anni quando fu assassinata il 12 dicembre 1985, a Villafranca, una paese nel messinese. Graziella era una ragazza tranquilla e serena; la sua unica colpa era stata quella di voler aiutare la famiglia, di modeste condizioni, andando a lavorare in una lavanderia. Qui, per un tragico destino, attraverso un documento lasciato casualmente in un indumento portato a lavare, era venuta a conoscere la vera identità di un pericoloso latitante che si nascondeva nella cittadina.

L’omicidio di Graziella sarebbe rimasto impunito, se non ci fosse stato il sacrificio di chi ha lottato da allora per fare luce su questo crimine: suo fratello Pietro Campagna, il giovane carabiniere, che insieme alla sua famiglia ha speso quasi vent’anni per poter vedere la fine del processo sul delitto di sua sorella.

Nel 2004, finalmente, il tribunale ha condannato i colpevoli dell’omicidio e quelli del favoreggiamento, delle collusioni e dei depistaggi che hanno costellato questa vicenda tragica e amara, un vero specchio di una società avvelenata dal malaffare.

Solo nel 2004, Graziella Campagna è stata riconosciuta vittima di mafia, e per mantenerne il ricordo, si è costituita una fondazione che annovera personalità come lo scrittore Vincenzo Consolo, Carlo Lucarelli e don Ciotti.

All’interno di questa attività di informazione e di memoria, necessaria ad un mondo che “se scorda i suoi errori, è condannato a ripeterli“, si colloca l’iniziativa di realizzare un film.

La sceneggiatura è stata scritta l’aiuto della famiglia Campagna e soprattutto di Pietro, e dell’avvocato Fabio Repici che ha curato gli interessi di parte civile della famiglia. I produttori sono Alessandro Jacchia e Maurizio Momi con la loro società Albatross.

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